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Archiviazione automatica in SharePoint

Contratti, fatture e PEC finiscono da soli nella cartella giusta, con i metadati giusti e i permessi giusti. Il tuo SharePoint torna navigabile, senza che un solo file esca dal Tenant.

In sintesi

L'archiviazione SharePoint automatica è un servizio in cui un agente IA, installato nel Tenant Microsoft 365 del cliente, riceve i documenti da email, PEC e Teams, li classifica, applica le convenzioni di nomenclatura aziendali, compila i metadati e li colloca nella libreria corretta con i permessi corretti. I dati restano sempre dentro il perimetro del cliente, in conformità GDPR.

Lo scenario: come funziona oggi

In un'azienda italiana di 40-80 persone i documenti arrivano da canali diversi: fatture elettroniche via PEC, contratti firmati per email, ordini allegati in Teams, verbali salvati sul desktop e poi trascinati in SharePoint. Il risultato tipico è una raccolta documenti con nomi come "def definitivo OK2.pdf", cartelle duplicate per cliente e metadati compilati solo quando qualcuno se ne ricorda.

Il recupero di un documento diventa una caccia al tesoro: si cerca in Outlook, si chiede in chat al collega, si aprono cinque cartelle con nomi simili. Ogni settimana diverse ore di lavoro amministrativo vanno così, con in più il rischio che documenti riservati finiscano in librerie aperte a tutta l'organizzazione. L'archiviazione SharePoint automatica nasce per spezzare questo circolo.

Prima e dopo l'automazione

PassaggioManuale (oggi)Automatizzato (con UnoDiMeno)
Ricezione documentoL'operatore scarica l'allegato da email o PEC e lo salva sul desktopL'agente intercetta il documento all'arrivo e lo prende in carico
ClassificazioneDecisione a memoria: contratto, fattura o verbale? Dipende da chi lo faClassificazione per contenuto secondo regole concordate
RinominazioneNomi liberi, spesso "finale_v3.pdf"Convenzione univoca: cliente-anno-tipologia-progressivo
MetadatiCompilati raramente, ricerca quasi impossibileCliente, data, tipologia e scadenza compilati sempre
PermessiCartella scelta a occhio, accessi incoerentiLibreria corretta con gruppi di accesso già previsti

Cosa comprende l'automazione

  • Intercettazione dei documenti da caselle email, PEC e cartelle di ingresso concordate
  • Classificazione per tipologia (fattura, contratto, DDT, verbale, certificazione) in base al contenuto
  • Applicazione delle convenzioni di nomenclatura definite con il cliente
  • Compilazione dei metadati strutturati in SharePoint: cliente, progetto, data, scadenza, stato
  • Collocazione nella libreria corretta con assegnazione dei permessi previsti dalla matrice di accesso
  • Notifica in Teams all'ufficio competente con link al documento archiviato

Resta fuori — e resta umano: la validazione dei casi ambigui (l'agente li segnala, non decide), la definizione della tassonomia iniziale, le eccezioni su documenti legalmente sensibili e ogni modifica alla matrice dei permessi. L'archiviazione SharePoint automatica toglie il lavoro ripetitivo, non la responsabilità decisionale.

Dove risiedono i dati

Con l'archiviazione SharePoint automatica di UnoDiMeno i documenti restano dove sono sempre stati: nel Tenant Microsoft 365 della tua azienda, tra SharePoint, OneDrive ed Exchange. L'agente IA viene installato dentro il tuo perimetro e opera con le identità e le autorizzazioni che tu gli assegni.

Nessuna connessione verso servizi esterni è consentita, nessun dato viene usato per addestrare modelli, i log delle attività sono conservati nel tuo ambiente e consultabili dai tuoi amministratori IT. È un approccio privacy-first: il GDPR non è un adempimento aggiunto dopo, ma il criterio con cui il sistema è progettato fin dall'inizio.

Errori comuni e KPI per misurare il risultato

Due errori ricorrenti quando si automatizza l'archiviazione. Il primo è partire senza convenzioni condivise: se ogni ufficio chiama i documenti a modo suo, l'automazione replica il disordine più in fretta. Il secondo è trattare i metadati come optional: senza metadati, la ricerca in SharePoint resta inefficace anche con documenti ben ordinati. Per questo l'assessment iniziale mappa flussi, nomenclature e matrice dei permessi prima di attivare qualsiasi agente.

I KPI consigliati: tempo medio di reperimento di un documento (prima e dopo), percentuale di documenti archiviati con metadati completi, numero di duplicati rilevati, ore amministrative risparmiate al mese. Un miglioramento visibile di solito si misura già sulla ricerca: trovare un contratto passa da minuti a secondi.

Approfondimenti su Archiviazione automatica in SharePoint

Domande frequenti

Domande frequenti su Archiviazione automatica in SharePoint

1Serve riorganizzare SharePoint prima di attivare l'archiviazione automatica?
No. L'assessment iniziale mappa lo stato attuale e definisce convenzioni e tassonomia. Se serve una riorganizzazione, viene pianificata insieme; se l'archivio è già ordinabile, si parte subito sulle nuove regole.
2Cosa succede quando l'agente non sa classificare un documento?
Non improvvisa. Il documento viene messo in una coda di verifica e segnalato in Teams alla persona designata, che decide la collocazione. Ogni intervento umano può diventare una nuova regola concordata.
3I documenti escono dal nostro Tenant Microsoft 365 per essere processati?
No. L'agente è installato nel vostro Tenant, le connessioni esterne sono bloccate e i dati non vengono usati per addestrare modelli. Log e tracciamenti restano nel vostro ambiente, in linea col GDPR.
4Possiamo cambiare convenzioni di nomenclatura e metadati nel tempo?
Sì. Convenzioni, metadati e matrice dei permessi sono configurabili. Le modifiche vengono concordate e applicate da quel momento in poi, senza dover riprocessare l'intero archivio storico.

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